Perfetti sconosciuti, Paolo Genovese – 2016

53902_ppl Vado a vedere queste commedie italiane sempre con un po’ di pregiudizio negativo, nel senso che spesso il primo tempo è gradevole, la trama tiene e ci si diverte, poi nel secondo tempo la caduta.
Perfetti sconosciuti non si sottrae completamente a questo impianto, anche se gli attori sono davvero bravi (Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak) e le coppie credibili; il film a un certo punto cade, ma sorprendentemente si riprende nel finale.
Il maggior difetto che gli trovo è la paura, un’assurda paura che non ci siano abbastanza argomenti di discussione, paura del silenzio, che invece avrebbe potuto avere una grande importanza in una storia che si svolge tutta in un soggiorno; a un certo punto la sceneggiatura mi è sembrata bulimica.
Tre coppie e un single si trovano a cena, i quattro uomini amici da sempre, le donne gradualmente entrate nel clan. Eva (Kasia Smutniak), analista, propone un gioco: mettere sul tavolo tutti i cellulari, leggere pubblicamente i messaggi che arrivano e rispondere in viva voce alle chiamate. Dopo alcuni tentennamenti il gioco inizia, passando dalla comicità al dramma.
Tutto sommato il finale è aperto, il film interroga sul dilemma se sia meglio vivere nella menzogna o rischiare il disfacimento della propria vita.
La mia preferita è l’interpretazione di Valerio Mastandrea, il cui personaggio scardina il significato comune dell’amicizia e al tempo stesso ne dà una grande dimostrazione.
Se non avessi nella memoria i dialoghi dei vecchi film di Woody Allen e quel capolavoro che è Carnage, avrei apprezzato di più questo Perfetti sconosciuti, che comunque mi è piaciuto e consiglio di vedere.

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Indifferenza

“L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità: è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti: è la materia bruta che strozza l’intelligenza.
Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.
Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra che sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, che sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.
Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fato anch’io il mio dovere, sa avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.
Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini.
Non c’è in esse nessuno che sta alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svegliano.
Vivo, sono partigiano.
Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
(A. Gramsci, 1917)

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Puzza

Solo io sento puzza di nazismo?

http://www.internazionale.it/notizie/2016/01/26/il-parlamento-danese-ha-approvato-una-rigida-legge-sull-immigrazione

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Smog: che fare?

La Società Italiana di Igiene ha stilato un dettagliato decalogo dai contenuti molto interessanti, nuovi e innovativi, prontamente pubblicato sulle pagine web delle ASL che, come noto, hanno a cuore la nostra salute.
Qui il testo integrale, che sintetizzo nei punti salienti:
– niente jogging e bicicletta all’aperto (prevedo impennata di vendite di tapis roulant e cyclettes, si muove l’economia, ottimo!),
– bambini, donne in gravidanza e anziani sono a rischio, quindi meglio stare a casa,
– non fumare,
– tenere le finestre chiuse ai piani bassi, le prese d’aria dei condizionatori lontano dal traffico e usare il ricircolo in auto,
– abbassare il riscaldamento,
– l’ultima voce recita “Migliorare la cultura ambientale e il proprio stile di vita. Al resto devono pensare le istituzioni“.

Tutto molto coerente, come quando in estate con 40°C ci dicono di mangiare frutta, bere e stare in casa o nei centri commerciali, mentre ostinatamente continuiamo a pranzare all’aperto, mangiando trippa e bevendo vin brulè.

Da chi ci governa mi attendo più che buonsenso.

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Numeri in libertà

Faccio un giro nei vari store per farmi un’idea di modelli e prezzi delle stampanti.
Dopo consultazione col mio pusher di fiducia di ricambi compatibili (che per inciso mi ha fatto un buono in cambio delle cartucce nuove avanzate dalla defunta), decido e vado per l’acquisto.
In esposizione la prescelta in versione bianca a 99.99, mentre sullo stesso modello in versione nero figura il cartellino 79.99. Chiedo al negoziante di illuminarmi, immaginando che la nera costi di meno perché forse è l’ultima, quella in esposizione, e se ne liberano ribassandola.
Lui controlla e mi dice “Abbiamo sbagliato a mettere i cartellini: la nera è a 99.99, la bianca in offerta a 79.99”. Decido per la bianca.
Al momento del pagamento sul visore della cassa compare la scritta “69.99”.
C’è qualcosa che mi sfugge, ma va bene così.

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Una lezione

Un tragico destino e la follia di qualcuno hanno ucciso Valeria.
Non sappiamo se la famiglia condividesse le scelte di volontariato, di distanza e di vita di Valeria.
Quello che sappiamo è che hanno deciso per lei un funerale civile, in cui hanno parlato il patriarca,  l’imam e il rabbino, in una Venezia meravigliosamente luminosa come in una giornata di primavera.
Non sto proponendo candidati alla santità, ma quella di oggi della famiglia Solesin è stata una lezione formidabile, un messaggio vero di pace, senza ipocrisie e senza urla. Perché se ci pensiamo, la pace è costruita per lo più silenziosamente da persone dal sorriso e dalla generosità disarmanti.
Come quelli di Valeria e della sua famiglia.

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Con gli occhi bassi

Fa le pulizie negli uffici del terzo piano, se prendi l’ascensore qualche minuto prima delle 17 è garantito incontrarla.
Sicuramente è giovane ma non so darle un’età, perché ha il viso incorniciato dal velo islamico e perché a dare l’età sono negata. Bassa e rotondetta, o almeno così mi sembra, visto che l’abito lungo nasconde tutto. I primi tempi salutava e basta, poi ha cominciato a rispondere alle frasi di circostanza, ogni tanto abbiamo riso per qualche sciocchezza.
Oggi mi ha salutato e subito abbassato lo sguardo. Magari aveva altro da pensare, magari non aveva voglia di parlare, magari ho le traveggole.
L’impressione è che siano tempi duri, anche per chi porta un velo.

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Segnali di psicosi?

L’altra sera a teatro sedevo in una poltrona esterna, la terzultima dal corridoio.
Per tre volte mi è stato chiesto se le due alla mia sinistra fossero libere: la cosa mi ha abbastanza stupito, visto che a teatro i posti sono assegnati.
Poi ho capito: erano quelli più vicini all’uscita di sicurezza.

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Per costruire un percorso di pace è indispensabile prima di tutto rinunciare alla guerra, escluderla dalle opzioni possibili.

Gino Strada su Facebook:
Tra i commenti al mio post precedente, vedo ricorrere la domanda: “Ma allora quale è la soluzione? Che cosa fare per sconfiggere l’ISIS?”. Io non ho “la soluzione”, anzi credo che la soluzione oggi non ci sia, che non esista ancora. Va trovata, in un lungo e difficile processo di maturazione e di crescita che deve coinvolgere milioni di cittadini. Iniziando a capire il presente e il passato, per immaginare e disegnare un futuro possibile. Per ciò che ho letto e sentito, e per quello che ho visto in anni di lavoro in mezzo alle guerre, ogni guerra ha inflitto all’umanità enormi sofferenze e ha posto le basi per le violenze successive. Il vero problema, credo, è l’uso dello strumento guerra per risolvere le contese: non funziona, è illusorio. Io parto da qui, dal riconoscere che quello strumento non è adatto, che è stupido prima ancora che crudele e immorale. Lo sforzo a cui tutti siamo chiamati è immaginare soluzioni che non prevedano – anzi, che escludano – l’uso della violenza. Una enorme dose di violenza è stata usata negli ultimi 15 in molte parti del pianeta, per “portare pace” e “per difenderci”. Regna la pace, quindici anni dopo, in tutti quei Paesi? E noi, come ci sentiamo: ben protetti, più tranquilli? No, siamo onesti, dopo 15 anni di guerre ci sentiamo più in pericolo, più indifesi e impotenti in questa guerra che non riusciamo a fermare. E abbiamo ragione, perché è così, il pericolo c’è ed è crescente. Ancora una volta, purtroppo si sta scegliendo e praticando la guerra, la mortale altalena delle bombe e delle autobombe, dei droni e dei kamikaze, delle bombe buone e di quelle cattive. Chi vincerà? Io so soltanto che perderanno i cittadini. Quante volte è cambiato “il mostro” negli ultimi 15 anni di guerre? Eppure il mostro è ancora lì. Sono convinto che sia la guerra il vero mostro da eliminare, da bandire dalla storia degli umani in quanto dis-umana, distruttiva dell’umanità. Non sarà certo una impresa facile mettere al bando la guerra, farla diventare un tabù per le nostre coscienze e abolirla per legge, come si è fatto con la schiavitù. Certo, ci sono ancora tante diverse forme di schiavitù nel mondo, ma l’idea di rendere schiavi altri esseri umani è abolita, non ha più – speriamo per sempre – diritto di esistere nel nostro pianeta. Per costruire un percorso di pace è indispensabile prima di tutto rinunciare alla guerra, escluderla dalle opzioni possibili. E’ un impegno urgente: solo nell’ultima settimana sono oltre 1200 le vittime accertate per atti di guerra. La quasi totalità civili.

#iostoconemergency

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Emergency è il problema?

In mezzo a questo delirio che stiamo vivendo, c’è gente che anziché provare a riflettere da dove venga e dove porterà tutto questo odio, attacca Emergency.
Da Fabrizio Rondolino che pubblica il tweet “#Emergency è un’organizzazione politica antioccidentale mascherata da ospedale ambulante. Va isolata e boicottata“, a Gasparri che usa lo stesso mezzo per comunicare a Cecilia Strada che la blocca su Twitter “con convinzione” perché ci tiene “alla distanza più totale“, ad altri che commentano blog scrivendo “Gino Strada​ protegge i talebani. È noto, a meno che non si voglia far finta di non vederlo. È un folle se non un criminale“.
Capito? Adesso sapete da chi dovete difendervi.

Io sto con EMERGENCY

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