Autoritratto

La vede in un gruppo di persone e iniziano un rapporto epistolare; lei non sa chi sia l’uomo e gli chiede di descriversi, per provare a ricordarlo fra la gente a quella festa.
Lui si descrive:
A proposito, non darti tanta pena di individuarmi tra la gente che ti stava attorno quella sera. Non ha davvero nessuna importanza, evidentemente non mi hai notato. Ma se insisti: non alto (forse persino più basso di te, spero non t’importi, in una relazione fatta solo di parole non dà fastidio), e piuttosto magro. Non hanno utilizzato molta materia nel costruirmi, forse non hanno nemmeno dovuto fare un grande sforzo mentale. Non proprio un Adone, se vuoi saperlo, anzi, magari bruttino. Ora ricordi? Una faccia un po’ malinconica, con una barba-spelacchiata-e-chiara, che vagava incessantemente tra i vari gruppi senza unirsi a nessuno. Ricordi qualcuno del genere? Una specie di incrocio tra un marabù corrucciato e un giudeo? Insomma: peccato perdere tempo, non potresti ricordare, perché non c’è niente da dimenticare.

Uno altro romanziere avrebbe sbrigativamente scritto di un uomo insignificante, anonimo e decisamente non affascinante, ma quello che riporto è uno stralcio di Che tu sia per me il coltello di David Grossman, nella traduzione di Alessandra Shomroni per Mondadori.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in libri, lui e lei. Contrassegna il permalink.

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...