Domenica?

Screenshot_2015-07-21-11-47-00Se questa cosa davvero domenica succederà,  se non ci stanno illudendo prendendosi gioco delle nostre speranze, allora scenderò in strada a prenderla tutta.
Un po’ come lui.

Dopo mezzogiorno, all’improvviso il cielo è invaso da nuvoloni scuri. L’atmosfera si tinge di un colore indefinibile. Non passa neanche qualche minuto che sulla casa si abbatte un grande acquazzone: dalle finestre e dal tetto sembrano provenire gemiti e lamenti. Io subito mi spoglio ed esco nudo sotto la pioggia. Mi lavo i capelli e il corpo con il sapone. È una sensazione fantastica. Urlo a squarciagola parole senza significato. Grosse, dure gocce di pioggia mi colpiscono dappertutto come sassolini. Queste piccole trafitture sono parte di una cerimonia mistica. E gocce mi colpiscono la fronte, le palpebre, il petto, l’addome, il pene, i testicoli, la schiena, i piedi, il sedere. Non riesco nemmeno ad aprire gli occhi. In questo dolore vi è un senso di comunione col mondo, come se mi sentissi finalmente trattato con giustizia, e ciò provocasse in me una felicità senza limiti. Di colpo, provo l’ebbrezza della liberazione. Rivolto al cielo spalanco le braccia, apro più che posso la bocca, e bevo la pioggia.

Kafka sulla spiaggia, Murakami Haruki – 2002

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