Ombre per cena

È stata una bella serata fra amiche,  di quelle possibili solo in assenza di maschi.
Quelle in cui si parla di maschi, appunto, di abiti da sposa e di damigelle, di religione, di lavatrici rotte, di cucina, di feste popolari, dei concerti della prossima estate, di pulizie di primavera, di polemiche cittadine.
Poi, di punto in bianco, una dice “E quella cosa terribile che è successa oggi?
Era un’urgenza, una necessità. Non se ne poteva non parlare.
Perché per quanto possiamo sentirci estranei o lontani dalla realtà, la realtà ci viene a cercare.
È stato un po’ come aver rivolto collettivamente, ma ognuna a modo suo, una preghiera per quei 700, a Dio, o a chi la può ascoltare.

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