È iniziata così, Penelope Lively – 2011

È iniziata così: con l’anziana Charlotte scippata, con una gamba rotta e da assistere, con la figlia Rose che deve cambiare i programmi lavorativi, così che il suo capo Lord Henry Peters chiede alla nipote Marion di accompagnarlo a Manchester, dove Marion, che ha un amante, conoscerà un faccendiere.
Charlotte non riesce a stare con le mani in mano, ma non potendo continuare l’insegnamento dell’inglese agli stranieri, decide di dare la possibilità a uno di loro di ricevere lezioni privatamente, in casa di Rose, che la ospita. In quella casa dove Charlotte si sente un peso, anche per aver scardinato i ritmi e gli equilibri della coppia, Charlotte ha la possibilità di conoscere meglio il genero, di ripensare al marito, di vivere, l’inversione del ruolo madre/figlia.
Un evento banale sconvolge la vita di molte persone, persone normali, alle quali accadono cose normali.
Mentre scorrono fiumi di tè, questo romanzo racconta la casualità della vita, scavando negli animi umani e nelle psicologie. Quando capita qualcosa che per molte pagine abbiamo desiderato, non è il contentino che lo scrittore regala al lettore, è qualcosa di reale e realizzabile, dentro una struttura molto misurata e concreta.

Dopo Un posto perfetto e La fotografia, con È iniziata così ho la conferma che di Penelope Lively potrò acquistare e leggere a scatola chiusa.

Traduzione di Corrado Piazzetta

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